IL GIRO

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Dopo settimane di intensa attività lavorativa dietro la macchina fotografica e, soprattutto davanti al computer, finalmente oggi ho potuto farmi un giretto in pausa pranzo per sciogliere le tensioni causate dal weekend polistico. Siccome la classica Milano/Pavia inizia a pesare in quanto a monotonia, ho optato per inseguire il famoso giro. In passato ci ho provato altre volte a farlo, ma purtroppo, sarà perché “mi son menga lumbard“, sarà perché non conosco le strade, sarà perché guardo la mappa a casa e poi non mi ricordo un nome di un paese che sia uno, insomma non son mai riuscito a portare a termine il giro.

Il giro sembra quasi famoso, anzi è avvolto da un aurea mistica! Si narra di Bicicli che lo percorrono a velocità folli, si parla di cadute, si narra di regole tramandate per via orale, si parla di branchi di lupi-ciclisti che con l’equinozio di primavera lo percorrono abitualmente in sul calar della sera, ma capita di vederli anche nel freddo dell’ inverno zenitale, affamati, e rabbiosi come iene…insomma il giro è il giro.

Questa volta per non sbagliare strada, mi scrivo il bigino come solo i grandi fanno, per non perdere nemmeno un metro di strada.

Mangio un panino al volo e via lungo il Pavese e fino a Binasco tutto bene,la strada l’avrò fatta cento volte o più,  poi curvo verso Rosate e li inizio a non capire più nulla, giro e rigiro e mi ritrovo sempre circondato dagli stessi cartelli: Rosate, Casorate, Gudo Visconti, Motta Visconti che nemmeno riesco ad incrociare….mi pareva d’esser nelle dodici fatiche di Asterix! Giungo, sempre a caso, a Besate e mi fermo ad importunare una sciura ad un semaforo chiedendogli se ero giusto per Morimondo, e lei che coglie i miei segnali di maschio alfa mangia tarmac, mi ribatte con una risata – Eh no! Devi andare dall’altra parte! Saran 6 Chilometri di là, indicandomi la via con le tre dita come un Messia….. le lancio una magnum e riparto veloce che stò perdendo la media! Avanzo neanche un chilometro ed incrocio due ciclisti fermi su una curva a gomito, anzi uno fermo sul ciglio della strada e l’altro nell’altra corsia che vagava, un po’ sovrappeso e rosso in volto che mi chiede se per Morimondo è giusto di qua? Ed io rispondo VAI VAI ! SI SI !! ed intanto pedalo e mi piego sulla curva… ma Gesù Cristo! Che mi è successo! Ma son io stesso che stò andando verso Morimondo, perché gli ho indicato il sentiero opposto? Forse mi stò trasformando pure io in bestia feroce, un cerbero su di una strada che non si vuol far trovare, un vagabondo nel Dharma dei Manetta, un cagnaccio perso tra il naviglio e le risaie del Pavese e le risate delle donnine che costeggiano la strada e che ammiccano per estorcermi il vil danaro! In quale commedia mi trovo? Perché dico il falso ad un fratello ciclista? Non siam forse tutti uniti nella divulgazione del verbo ciclistico? Un senso di colpa tremendo mi assale,mi sento un traditore, anzi un Giuda Iscariota! Dannato Giro! Dannato mè! Ma forse è giusto così: o lo sai oppure ti fotti!

Questi ed altri pensieri accompagnano il mio pedalare tra le motrici dei camion ed i rondò alla volta di Ozzero, tra le cascine del formaggio e giù verso Gudo, ma forse è su, ma non lo so , la bussola non serve, serve l’istinto per azzeccare il prossimo paese e determinazione per scendere un pignone più piccolo per accelerare quel poco che il mio stato di allenamento mi consente, fino all’ impallamento delle gambe! In teoria dovevo ritrovarmi alla rotonda di Rosate, invece mi trovo nella rotonda sul mare dove il mare si chiama Gaggiano e la salsedine lascia il posto al gasolio combusto. Nessuna brezza, nessun Mistral a gonfiare le vele, nessun libeccio a sorreggermi, solo odore di santo Naviglio in secca, drenato come i muscoli delle mie gambe, dragato ed arido come la mia vista, il Naviglio in secca mi accoglie come un baobab nel deserto ed è il segnale che mi dice che il cerchio si stà chiudendo. Il giro è terminato, anzi un giro è terminato, e mi rimane in bocca il riso amaro di chi ha inseguito invano la strada dell’infame giro, ma la strada non si è fatta trovare nemmeno questa volta.

D’altronde le Pipe agiscono in gerundio: non è importante il “pedalare”, ma il “pedalando”, non importa il “trovare” se puoi agire “trovando”, sudando, ecc ecc… non è importante nemmeno il bere, e lo dico adesso che stò bevendo…… la media!

Dal Sacro Libro dei Manetta

Versetto 53.11 dal Sacro Libro dei Manetta :
La fuga e’ un obbligo tentarla sempre
Per il gruppo e’ un dovere chiuderla
Versetto 54.11 dal Sacro Libro dei Manetta :
Se vai in fuga devi tirare fino alla morte
Se no stai nel gruppo oppure a casa in poltrona
Versetto 55.11 dal Sacro Libro dei Manetta :
Se vai in fuga e rimani passivo
E’ giusto buttarti nel fosso
Versetto 56.11 dal Sacro Libro dei Manetta :
L’uso dei freni e’ consentito solo in caso di estremo pericolo
Versetto 56.11 dal Sacro Libro dei Manetta :
Nessuno e’ obbligato a girare coi Manetta
Ma se lo fai stai alle nostre regole

9 Responses to “IL GIRO”

  1. i migliori..

    le pipe al massimo vanno in figa

  2. era ora che arrivasse un post serio!!
    RESPECT

  3. Locameanslove Says:

    … dai ragazzi vi aspettiamo martedi’ o giovedi’ 17.30 conca fallata !!!

  4. troppe chiacchiere…. qui bisogno solo pedalare….

  5. bella gino bartali! non stare troppo su internet però eh..vai e pedala, ma vai però..

  6. Saggio Consiglio Says:

    Per conoscere il GIRO e gli orari guardati la mappa su
    http://bikeobsession.blogspot.it/

  7. Ragazzi ma se seguo troppo le mappe e le cose, poi non ho più nulla da scrivere……

  8. pipegang Says:

    che senso ha arrivare dritto a destinazione….

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